“La malattia oncologica ha una dimensione multimodale e multifattoriale e la realizzazione di un efficace programma terapeutico obbliga al coinvolgimento di più operatori che lavorino in modo sincrono sul singolo caso considerando non solo la malattia ma il paziente quale fine del loro operare.

In questa prospettiva è essenziale strutturare forme di “aggregazione di competenze” al fine di rendere concreto il funzionamento di “organismi dinamici multidisciplinari” quindi di una “equipe” di persone che si prendano cura, o meglio, si prendano in carico il paziente malato. Equipe costituita non solo da oncologi ma anche da altre figure che possono assumere un ruolo importante nella gestione della malattia del paziente quali lo psicologo, il personale infermieristico, il medico di base, ecc… Solo attraverso una collaborazione fattiva e responsabile tra tutte le componenti si potrà raggiungere la soluzione dei problemi terapeutici, riabilitativi ed assistenziali del malato di cancro.

La soluzione dei problemi terapeutici, assistenziali e riabilitativi del malato oncologico passano quindi non solo attraverso una collaborazione fattiva e responsabile fra tutte le componenti ma anche conseguendo una buona razionalizzazione delle risorse ed una inevitabile organizzazione delle competenze operative (oncologiche, specialistiche, psicologiche, infermieristiche e sociali ecc…). In questo arduo progetto la Fondazione è stata un alleato prezioso quanto indispensabile.”

Giovanni Marini
Past direttore Unità Operativa di Oncologia Medica
degli “Spedali Civili” di Brescia

1981

Costituzione della Fondazione Beretta

Dal verbale del Consiglio d’Amministrazione della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.p.A. del 11/12/1981, punto primo dell’ordine del giorno: “Costituzione della Fondazione Beretta”.

“Da gran tempo vado pensando al progetto di un’iniziativa che, promossa dalla Beretta, consenta a medici (la mia età mi spingerebbe a dire a giovani medici) di dedicarsi alla ricerca, alla raccolta, allo studio ed alla elaborazione di dati clinici e sperimentali inerenti questa patologia oncologica…

“Da gran tempo vado pensando al progetto di un’iniziativa che, promossa dalla Beretta, consenta a medici (la mia età mi spingerebbe a dire a giovani medici) di dedicarsi alla ricerca, alla raccolta, allo studio ed alla elaborazione di dati clinici e sperimentali inerenti questa patologia oncologica con indicazione alle chemioterapie più opportune su pazienti affetti da neoplasie, in particolare quelle mammarie e polmonari. Speciale attenzione sarà rivolta alle possibilità di prevenzione ed agli studi di immunologia.

Credo siano sufficienti poche considerazioni a giustificare questo mio disegno. La prima, mi pare giusto, quando sia possibile, che anche un’azienda industriale si preoccupi di fenomeni sociali e sanitari che le stanno intorno, continuando con ciò in una tradizione della Famiglia Beretta in Gardone V.T. La seconda: mi sembra che nella ricerca medica sul settore indicato, siano carenti quei dati di sperimentazione, di statistica, di collegamento con quanto si fa altrove che, ai nostri occhi di industriali, paiono essere le basi indispensabili per qualsiasi seria attività industriale o scientifica che sia. Ed in questo campo un intervento di “non tecnici” potrebbe risultare prezioso.”

1989

Elargizione di 500.000$ da parte di General Motors

In data 25 Maggio 1989 il Presidente della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.p.A. ed il Presidente della General Motors si incontrano per firmare la transazione della causa per uso di marchio di fabbrica, con la consegna di un contributo alla Fondazione Beretta a mani del Prof. Goldhirsch.

Pier Giuseppe Beretta riceve l’elargizione di 500.000$ da parte di Mr. Roger B. Smith, presidente di General Motors, che sarà poi destinata alla Fondazione Beretta per la Ricerca e Cura del Cancro. Contemporaneamente la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta concede a General Motors i diritti all’uso del proprio nome e marchio di fabbrica per un’apprezzata vettura Chevrolet.

“Siamo soddisfatti che il riconoscimento derivante da questo accordo vada a combattere un male che fa vittime in ogni paese.”
Cav. Pier Giuseppe Beretta
Presidente di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta

“General Motors è ben lieta che il risultato dell’accordo vada a favore della ricerca sul cancro, poiché questa è stata anche per noi un impegno particolare per molti anni.”
Mr. Roger B. Smith
Presidente di General Motors

1993

I primi 10 anni di attività

Dal verbale del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Beretta del 12/11/1993.

“Vorrei ricordare come la riunione di oggi sia una tappa importante ed essenziale per la Fondazione Beretta. È la prima volta, con la conclusione del decimo anno di attività, che a presiedere questo Consiglio non è il Dott. Pier Giuseppe Beretta.

“Vorrei ricordare come la riunione di oggi sia una tappa importante ed essenziale per la Fondazione Beretta. È la prima volta, con la conclusione del decimo anno di attività, che a presiedere questo Consiglio non è il Dott. Pier Giuseppe Beretta. La sua scomparsa è stata commemorata in molte sedi in tutto il mondo e molte volte si è ricordato come le Sue qualità fossero molteplici, facendo di lui un uomo a tutti gli effetti straordinariamente completo ed eminente in molti campi: nella politica, nell’economia, nell’arte e nella musica.

Tutti noi che lo abbiamo conosciuto sappiamo che fu attento a qualsiasi aggregazione socialmente rilevante e ricordiamo con quale capacità e con quanto entusiasmo ha pensato, voluto ed ha contribuito alla realizzazione di questo progetto, ora diventata realtà, che è la nostra Fondazione.”

Avv. Angelo Rampinelli Rota
Consigliere

2003

La conferma dell’impegno

Dagli atti del Convegno del 17/05/2003 su “Tumore della mammella: stato dell’arte e controversie”.

“Passati oltre venti anni dalla sua costituzione, e dieci, proprio quest’anno, dalla morte del Suo Fondatore, è forse questa l’occasione più adatta per tentare un veloce consuntivo morale dell’attività della Fondazione che ho l’onere di presiedere nella mia qualità di Presidente della Fabbrica D’Armi Pietro Beretta S.p.A…

Prima ancora dei consuntivi, per morali che siano, mi sembra doveroso, pero’, assicurare che in questo doppio anniversario, la Beretta non intende por fine al suo impegno nella Fondazione. E, a questo proposito, più esplicita di qualsiasi dichiarazione è la stessa intitolazione del convegno di oggi: prima giornata di aggiornamento oncologico della Fondazione Beretta; col chè si prevede esplicitamente che alla prima giornata, altre dovranno seguire com’è nelle intenzioni. Ed è questo un impegno che l’Azienda che presiedo ben volentieri si assume.

Del resto mi sento ben assistito in questo impegno di continuità. Dei tre medici, i cui nomi figurano sull’invito del programma, sotto la venere botticelliana che procede ad una corretta palpazione, Aron Goldhirsch e Giovanni Marini sono ancora gli stessi che, più di venti anni fa, rappresentarono il primo riferimento alla Fondazione, ed Edda Simoncini è la prima dei molti borsisti. Forse un po’ meno “giovani medici”, ma certo ancora, o forse persino più, appassionati e fiduciosi nel loro lavoro. Ecco, è su questo che a mio avviso va valutata la fruttuosità della Fondazione, che, forse, ha raccolto anche più di quanto le non eccessive forze dei suoi mezzi economici le consentissero.

La Fondazione si illude cioè di aver, almeno in parte, contribuito a sostenere, a incoraggiare questi medici bresciani, pazienti ostinati, intelligenti, nel compiere il loro lavoro, superando le molte ragioni di scoramento; aiutando a far sì che l’oncologia bresciana, che dall’ospedale e dalla Fondazione ha germinato anche in altri istituiti, possa rappresentare qualcosa di serio, di importante, legato al gran mondo della scienza. E qui, essenziale, è la presenza costante, generosa, sapientissima di Aron Goldhirsch. Ecco, non intendo certo che questo mio saluto divenga una commemorazione di quanto è stato fatto; so che un riepilogo in proposito si sta redigendo. Ma devo dire che il poter essere presente a questa giornata in cui la Fondazione contribuisce a illustrare lo “stato dell’arte” nella scienza mondiale non può che dirmi che la Fondazione sta eseguendo il suo compito, in conformità a quanto il fondatore aveva delineato.”

Cav. Ugo Gussalli Beretta
Presidente di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta